L’idea di Cornicione.it

Riuscite a fidarvi se vi dico che Franco Canna, che sarei io, è sinonimo di pizza? No? E vabbene, statemi a sentire: sono nato a Napoli, la patria della pizza, e sapete quante pizze mi sono mangiato? Tra le 11 e le 12 mila, pizza più pizza meno… Fatevi due conti: sì, mi sono mangiato grosso modo una pizza al giorno da quando avevo quattro anni. E l’infanzia l’ho passata col naso schiacciato sul vetro del banco di lavoro dei pizzai(u)oli.
Poi più o meno dieci anni fa me ne sono andato a Madrid e poi sono venuto a Milano. Una tragedia, pizzariamente parlando. Uno shock che non ho ancora superato, tant’è che vago ancora continuamente (e disperatamente) alla ricerca di una buona pizza da mangiare.

Come nasce questo sito? Già nel 1999 volevo realizzare una guida alle pizzerie e armato di carta e penna (non erano ancora i tempi dei blog) me ne andai i giro qualche mese realizzando le schede di circa 200 pizzerie. Ma me ne mancavano almeno altre 400, il compito era evidentemente improbo! Poi la partenza da Napoli ha fatto il resto e il progetto è finito in un cassetto. Dal 2005 sul mio vecchio sito ho iniziato a scrivere di pizza, poi con l’arrivo dei social network ho iniziato a “sfogarmi” lì…

Poi ho deciso di dedicare un sito alla mia passione. Nel settembre 2012 nasceva PizzAdvisor.it, dove importai i post precedenti e iniziai a pubblicare sistematicamente recensioni e classifiche.

A ottobre 2015 per una serie di ragioni devo cedere il dominio pizzadvisor.it ed ecco che nasce Cornicione (www.cornicione.it), che ne raccoglie l’eredità. Il motto? “Mordere, non demordere – Pizze da mangiare e pizzerie da evitare”.

Nelle recensioni mi soffermerò talvolta su elementi accessori come servizio e qualità della cucina, ma il grosso del lavoro sarà concentrato sulla protagonista di questo sito, la pizza.

Se volete, potete tenervi aggiornati sulle prossime recensioni anche iscrivendovi al feed rss (l’indirizzo da dare in pasto al vostro aggregatore è all’indirizzo http://www.cornicione.it/feed).

Buona pizza a tutti!

La pizza di Michele. Napoli, primavera 2012

10 Comments

  1. Se hai tempo e capiti nei pressi della Brianza, vieni a trovarci a Triuggio, pizzeria “Un amore di Pizza”.
    Poi aspetteremo ansiosi il tuo giudizio…..

    Alessio

  2. Alessandra

    io consiglierei, anche se non è proprio nei dintorni di Milano, un giro da Mimmo a Sacconago di Busto Arsizio….la pizza è nù babbà!! 🙂

  3. Alessandro

    Hai per caso provato la terrazza in localitá bettolino di mediglia o quella di San Giuliano? Sarei curioso del tuo giudizio a me piace molto

  4. Ciao Alessandro, sì l’ho provata a Mediglia nel 2012, prima che nascesse questo sito. Non mi fece impazzire. Buona quella con i friarielli. Dovrei tornarci però!

  5. ciao anche io e la mia ragazza siamo malati di pizza e ne abbiamo girate tante alla ricerca di quelle che meritano davvero di essere mangiate (prediligiamo quella al metro oltre che la “napoletana” classica) continua con questo bel sito e se vuoi spostarti un pò da milano segnalo la luna nuova a crema (ma è caro), la terrazze a bettolino di mediglia e l’oro di napoli a s.angelo lodigiano 🙂

  6. Gianvittorio

    Ciao ti leggo da un paio d’anni, ed essendo un appassionato della pizza napoletana, ovunque vada in Italia e all’estero, provo ad inviduare qualche posto dove gustarla. Su Milano per me Pizza Am è il top anche se Sciuscià e Sorbillo sono anch’esse molto buone. A marzo ho provato a Berlino, Standard, abbastanza buona e per ben 2 volte a Londra a distanza di un anno, da Sartori ho trovato una pizza napoletana da podio.
    A presto.

    • Caro Gianvittorio, che piacere! Vedo che condividiamo i gusti pizzari 🙂 Sartori e Londra mi mancano, appena capita l’occasione ci vado.
      Non so se già sai che ho una pagina su facebook dove puoi tenerti aggiornato sullemie recensioni e anche segnalarmi eventuali pizzerie da provare http://www.facebook.com/cornicione.it . A presto!

      • Ciao Franco, come opinione personale ti consiglio di evitare Sartori, gode di una fama immeritata. Appena posso ne parlerò, comunque se vai cercando l’eccellenza a Londra sai già dove andare a reperire le informazioni 😉

  7. Uno dei tanti difetti dei napoletani, ma in realtà degli italiani in genere, è quello di pensare di saper tutto di pizza (o altro cibo tipico napoletano), di possedere la verità assoluta su questo tema. Ma in realtà, più o meno ogni napoletano ha un parere differente su cosa costituisce una pizza perfetta, “verace”.
    Anche io sono napoletana emigrata, e non vivo in Italia da 34 anni (in procinto di ritornarci, e andare a vivere, guarda caso, a Milano. Nella mia ultima visita a Napoli (2015) mi hanno portata a mangiare dal famosissimo Sorbillo. A parte la rottura di palle di dover fare la fila per ore (a pranzo!) per avere un tavolo, ho trovato la pizza di fama esagerata e del tutto immeritata. Invece quella di Rosso Pomodoro a Milano mi è piaciuta molto, molto di più. Chi ha ragione? Tu, io, Gennarino, Ciruzzo, Pincopallino? Abbiamo ragione tutti…

    • Beh Amalia, la pizza napoletana ha alcune caratteristiche “oggettive” che vanno rispettate. Per esempio, se il prodotto è croccante, si può senza dubbio dire che è stato cotto male (per una napoletana), mentre non diremmo lo stesso per una scrocchiarella romana. Se sulla margherita si mette l’origano, possiamo dare del criminale al pizzaiolo, ma se lo fa Pizza Hut possiamo chiudere un occhio.
      Il senso di questo blog, nato davvero moltissimi anni fa, quando a Milano venivano considerate buone pizze come quella della Piccola Ischia o della Taverna, è sempre stato quello di sensibilizzare il consumatore milanese e insegnargli a distinguere le cattive imitazioni dall’originale e indirizzare i napoletani emigrati nelle pizzerie che avrebbero trovato “familiari”. Ecco perché si chiama, nel sottotitolo, “pizze da mangiare e pizzerie da evitare”.
      Negli ultimi anni le cose sono cambiate. Per fortuna oggi il livello medio della pizza napoletana a Milano si è alzato (mentre ahimè quello della pizza napoletana a Napoli si è abbassato, è l’effetto globalizzazione?). La nostra missione resta quella di orientare il lettore ai valori della pizza napoletana: semplicità ed equilibrio dei sapori innanzitutto, caratteristiche che – per esempio – le moderne pizzerie sedicenti gourmet non rispettano.

Lascia un commento

*