Sorbillo, se il nome non è una garanzia

Sorbillo, volto notissimo della pizza napoletana, sta puntando sull’esportazione del suo prodotto lontano dalla storica sede di via dei Tribunali. E sta puntando forte, con aperture ripetute a Milano e, da poco, a New York.

Avendo provato più di una volta le pizzerie milanesi, non sempre con risultati soddisfacenti, una domanda sorge spontanea. È davvero questa la pizza che da anni fa registrare code infinite alla pizzeria di Gino e Antonio nel cuore di Napoli? Sì e no.

Più volte il prodotto che abbiamo provato nei locali milanesi, soprattutto nel più recente Sorbillo Gourmet, ci ha deluso molto, tradendo tutte le nostre aspettative. Aspettative che, d’altronde, venivano più dal marchio che dalle effettive esperienze precedenti. Ma ripercorriamo con ordine la storia milanese di Sorbillo.

La prima apertura è quella di Lievito Madre al Duomo, che sfornava all’inizio un buon prodotto ma ha sempre avuto periodici momenti di buio, sottoforma di pizze cotte talvolta male e spesso salate, alternate a pizze di buon livello. Lasciando da parte la pizza fritta di Zia Esterina, che ai milanesi sembra piacere, arriviamo al discorso Olio a Crudo.

Olio a Crudo è, se possibile, ancora più soggetto a variabilità della prima sede, con pizze spettacolari, degne davvero della fama di cui godono, seguite a distanza di pochi giorni da sonore delusioni. Il discorso è ancora diverso per l’ultima pizzeria, Sorbillo Gourmand, che non ci è piaciuta dal principio, non solo per i prezzi stellari ma anche per alcuni grossolani errori.

Un locale che fissa sopra i 7 euro il prezzo di una margherita dovrebbe essere in grado almeno di garantire al cliente un prodotto sempre di qualità, con ovviamente le leggere e sacrosante differenze che l’artigianalità impone. Eppure, nonostante la poca costanza nel prodotto, le varie pizzerie che portano il celebre nome di Sorbillo hanno successo e vengono spesso additate come unico riferimento se si vuole mangiare una pizza come si deve a Milano. Se è vero, però, che Sorbillo ha contribuito a lanciare la moda della pizza napoletana in città, non è altrettanto vero che continua ad esserne l’alfiere, dopo essersi adagiato sugli allori sul facile successo in una città che di pizza sembra non averne mai abbastanza.

Resto a cura di Matteo Collotti

← Previous post

Next post →

1 Comment

  1. Giancarlob

    Sacrosanta verità quella sulle pizze milanesi cui aggiungerei anche quella sul lungomare di Napoli, dove ne ho mangiata una anche peggio di quelle di Milano.
    Devo ancora capire se quella di Sorbillo è vera gloria…..

Lascia un commento

*