Per provare a fare ordine nel mondo della pizza a Milano, in espansione continua, abbiamo provato ad affrontare un quartiere della città alla volta, provando i vari locali che possiamo trovare, per dare un giudizio. Così, armati di rotella tagliapizza e una bottiglia d’acqua, abbiamo approfittato di uno dei primi giorni di sole di questa primavera per procedere con la degustazione. Il procedimento è stato lo stesso con tutte le pizzerie: abbiamo ordinato una margherita da portare via e ci siamo seduti a mangiarla, entro un minuto di cammino dal forno, in modo da avere un prodotto il più possibile simile a quello che avremmo potuto provare comodamente seduti in pizzeria.

Abbiamo cominciato questo arduo compito dalla zona delle Colonne di San Lorenzo, che sembra diventare sempre più un porto sicuro per quanto riguarda la pizza napoletana, grazie a locali più affermati come Caputo, Donna Sophia o l’onnipresente Rossopomodoro, e una novità come Biif, tutte nel raggio di duecento metri.

Rossopomodoro di Via Molino Delle armi.

Conoscendo la qualità media delle varie filiali della ormai mastodontica catena non pensavamo di includere questa pizzeria nel nostro tour, ma dopo esserci affacciati e aver visto uscire dai due forni bei prodotti abbiamo deciso di concedere una possibilità alla catena Partenopea. Il locale è molto bello, il migliore sicuramente fra quelli visitati, e il personale è cortese. La pizza, cosa più importante, si rivela al di sopra delle aspettative, senza però strabiliare. Il primo difetto che balza all’occhio riguarda la stesura: la pizza è decisamente ovale. Tuttavia, l’impasto è, nonostante possa non darne l’impressione, molto morbido e abbastanza saporito, nonostante un eccesso di farina di spolvero che dà un po’ di amaro. La cottura non è perfetta, alcune parti del cornicione (non particolarmente arioso) rimangono crudine, ma non ci sono altri gravi errori. Per quanto riguarda gli ingredienti, sono dignitosi, con una buona consistenza della mozzarella e un olio molto delicato. Forse, una punta di pomodoro di troppo, ma si tratta di dettagli, il sapore complessivo è gradevole. L’impressione è che si possa fare di più, ma sinceramente non ci aspettavamo niente di meglio.

Prezzo: 7.00€

Caputo alle colonne

Spostandoci avanti di una cinquantina di metri entriamo da Caputo alle colonne. La pizza che ci vediamo recapitare in questo caso è molto grande, tanto da non entrare nel cartone. È qui che ci iniziano a venire i primi dubbi: piegandolo, il cornicione si spezza, con un sonoro crack. Appena cominciamo a tagliare le fette vediamo la conferma dei nostri timori: l’impasto, steso molto sottile e con un buco nel mezzo, è purtroppo seccato da una cottura lontana dal fuoco. La mozzarella, stracciata a mano, un non ha un sapore convincente e neanche una bella consistenza. Anche qui non troviamo parmigiano e la farina in eccesso conferisce una nota amara persistente, che lascia un sapore poco gradevole sul palato.

Prezzo: 7.00€

Donna Sophia

Un po’ delusi ma ancora fiduciosi attraversiamo la strada, dove si trova a pochi metri Donna Sophia. Anche qui ordiniamo la Margherita di rito e ci andiamo a sedere ai piedi delle Colonne. A colpirci subito sono la mozzarella e il pomodoro che galleggiano in mezzo al disco di pasta, per la verità ben steso e cotto (vedi foto). Armati della nostra rotella da pizza, abbiamo qualche difficoltà a gestire le fette, con la pizza che si era quasi attaccata al cartone per eccesso di liguido. I sapori, in realtà, sono buoni e decisi, con una mozzarella molto saporita che si impone con decisione. L’impasto non è particolarmente buono ma mantiene, dove non si scioglie, una consistenza piacevole.

Prezzo 8.00€

Biif

L’ultima prova è quella di Biif, locale di hamburger che sforna anche belle pizze. Quella che riceviamo noi, ad esempio, a parte qualche imperfezione ed irregolarità in stesura è molto bella: un cornicione gonfio e soffice e una mozzarella che finalmente si presenta bene, senza essere bruciata né acquosa, con una bella consistenza. Il problema principale di questa pizza è, però, proprio nella mozzarella, decisamente troppa: riempie la bocca tanto da non percepire quasi il sapore del pomodoro, comunque non indimenticabile. L’impasto, invece, è ben cotto ma molto panoso e tenace e un po’ scialbo di sapore.

Prezzo 6.50€

Tra le pizze provate, è difficile trovare un vincitore, ognuna ha i suoi difetti, più o meno gravi, e nessuna ci ha convinto tanto da consigliarla senza esitazione. Se è vero, infatti, che Caputo ci ha deluso, non si può certo dire che le rivali ci abbiamo soddisfatto pienamente. Torneremo alle Colonne per dare un’altra possibilità a tutti i locale e per valutare l’auspicato miglioramento.

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Testi a cura di Matteo C. E Samuele A.