La pizza di Michele alla conquista di Milano

È sbarcata in città la pizza che più di tutte incarna la tradizione napoletana, che colpisce l’immaginario degli appassionati più di ogni altra, quella che viene spesso e volentieri considerata la pizza per antonomasia. La storica pizzeria Da Michele, che la famiglia Condurro manda avanti da quasi 150 anni, ha portato la sua pizza a Milano, dopo averla proposta a Tokio, Roma e Londra.

Michele in trasferta

La pizza di Michele, lontano dalla sede di Via Sersale, non ci aveva mai esaltati, soprattutto nella sede romana, che ci aveva proposto una pizza molto deludente. L’apertura milanese è avvenuta in grande stile, ereditando il locale immenso del Ricci, storico bar milanese. Dal bar la pizzeria ha ereditato il parquet e l’enorme banco di alabastro, affiancato adesso da un bel forno dorato.

La voce si è sparsa presto tra gli appassionati, tanto che la risposta del pubblico è stata immensa. Il menù non segue la tradizione che vorrebbe solo margherita e marinara ma comunque propone poche pizze, tra cui quella fritta e il ripieno al salame. A dire il vero, della pizzeria originale rimane ben poco: niente di quella che è la formula napoletana sembra applicabile nel locale di piazza della Repubblica, come il prezzo, quasi triplicato rispetto all’originale di via Sersale, facendo storcere il naso a molti. Anche gli iconici tavoloni di marmo condivisi sono stati sostituiti da ben più eleganti tavolini tondi e quadrati, pur sempre di marmo.

La pizza

La pizza non delude all’aspetto: un disco di pasta enorme, a Rota e’ carro, condito con parsimonia (tranne per quanto riguarda l’olio, abbondante). La maculatura ben evidente è la prova di una cottura sempre rapidissima, il ritmo con cui lavorano i pizzaioli, infatti, è mostruoso. La pizza è quasi sempre ben stesa, cotta con la tipica approssimazione ormai diventata involontariamente marchio di fabbrica di Michele, che risulta in sbavature grossolane come parti di cornicione bruciate o parti del fondo crude. Una pizza a volte a suo modo sbagliata, ma proprio per questo unica e inimitabile.

L’impasto, chiaramente di sola farina 00, è decisamente sapido, quasi troppo, ed il pomodoro è buonissimo e abbondante. La mozzarella, buona, mantiene una consistenza perfetta. L’olio è come da tradizione, contro ogni tendenza, di semi, scelta che premia sicuramente l’equilibrio di sapori di una Margherita sincera, con una spruzzata di pecorino a completare il quadro. Al basilico il compito di sottolineare il profumo inebriante di questa pizza. Il sapore complessivo è unico, con le sue imprecisioni e sbavature rimane la quintessenza della pizza napoletana e si posiziona senza dubbio almeno una spanna sopra le rivali milanesi, nella speranza che mantenga il livello assoluto, senza avere quella flessione che purtroppo abbiamo già visto in altri locali.

La pizza è probabilmente la migliore che si possa trovare oggi a Milano, nonostante non sia un prodotto impeccabile ma faccia delle piccole imperfezioni in cottura e stesura il suo marchio di fabbrica; possono capitare pizze palesemente ovali o con parti bruciate, ma non per questo meno desiderabili. Il locale, invece, non è sicuramente la scelta migliore per chi voglia godersi una pizza con calma, visto il rumore e la rapida rotazione dei tavoli, accompagnata da un servizio non proprio accomodante.

Oltre alle pizze, il menù propone qualche antipasto (occhio ai prezzi!) E Delle ottime birre artigianali. I prezzi si collocano forse al di sopra della media milanese, ma sono giustificabili considerando il locale e la posizione. Unica nota dolente è stato il caffè, più di una volta pessimo.

La scheda di Cornicione.it

  • Voto generale: 8,5
  • Qualità complessiva degli ingredienti: 7,5
  • Impasto: 8,5
  • Mozzarella: 8
  • Olio: 8
  • Pomodoro: 8,5
  • Basilico: 7,5
  • Grana: 7
  • Cottura: 7,5
  • Presentazione: 9
  • Servizio: 7
  • Pietanze accessorie: –

Marinara

Napoletana

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1 Comment

  1. Ciao Cornicione,
    siamo andati a provarla ieri con aspettative giustamente elevate…
    Abbiamo provato una margherita e una napoli. Non siamo rimasti pienamente soddisfatti però. La pizza era sbruciacchiata sia sotto che sul cornicione e il sapore di bruciato era spesso la nota dominante. In altre parti la consistenza dell’impasto rimaneva piuttosto bagnato/gommosa. Piz e Zero mi sembra rimangano superiori.
    Ciao e grazie per il tuo sito!

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