Con ogni probabilità, Londra vanta più pizzerie di una qualsiasi nostra città. “Mario pizza”, “Bella Napoli” o “Little italy” sono solo alcuni dei nomi più amati dagli inglesi, ma molti sono ancora più belli e fantasiosi. Tutte promettono pizza Napoletana, con menù variegati (troppo) e ricchi (troppo). La verità, però, è che anche nella capitale britannica si possono trovare pizze di qualità.

Abbiamo provate quattro pizzerie, che non pretendono di essere le più buone ne le più economiche, sono solo alcune delle più quotate pizzerie italiane della città, scelte in base alla comodità. Tutte e quattro offrono solo Pizza, oltre a qualche antipasto, e tutte e quattro hanno forno a legna. L’ordine in cui sono è quello in cui le abbiamo visitate, e alla fine di ogni paragrafo troverete l’esito del test.

Santa Maria, Ealing

Il locale si trova a Ealing, sobborgo a nordovest di Londra. Aperto da sette anni, gli affari vanno a gonfie vele, tanto che è stata aperto un altro locale e acquistato il pub di fianco, che ora offre le pizze napoletane a fianco delle birre: un binomio sempre vincente.

Il menù è abbastanza ampio, con pizze tradizionali ma anche qualche pizza speciale o particolare.

L’impasto è molto buono, giusto di sale e dall’ottima consistenza. Viene promessa la solita lunga lievitazione e maturazione, sopra le 24 ore.

Il pomodoro è buonissimo, fa da protagonista e copre forse una mozzarella un po’ piatta ma a cui la rapida cottura permette di mantenere un’ottima consistenza. L’olio non è invadente: il risultato è una pizza molto buona, senza fronzoli. Forse una spruzzata di parmigiano avrebbe giovato a una buona pizza, a cui manca una spintina di sapore. La stesura è buona, uniforme e abbastanza sottile. Per quanto riguarda la cottura, sui 40 secondi, colora bene il cornicione, lasciando una maculatura discreta ma qualche zona al limite del crudo.

La marinara, sopratutto, poteva essere cotta di più ma era stesa ancora meglio della margherita, sottilissima al centro e con un cornicione abbastanza abbondante.

Promossa!

Antica Pizzeria da Michele

Da michele ha aperto da circa un anno, con un piccolo locale nella zona nordest della metropoli.

La faccia della pizza non lascia dubbi: la firma della Storica pizzeria è inequivocabile.

La prima margherita, in realtà, non è stesa al millimetro ma presenta un pomodoro buonissimo, poca mozzarella, questa volta buona (un po’ di più non guastava, a dirla tutta), pecorino e olio di semi in cottura. L’equilibrio funziona, l’olio non copre ma esalta, il pecorino dona sprint, e, grazie anche a un ottimo impasto il prodotto ci è piaciuto molto. L’impasto, di sola farina 00, non presenta ovviamente nessun sentore di farine integrali, come spesso si trovano: a noi piace così, ma è questione di gusti.

La cottura è attenta, a temperatura altissima, rapida come al solito, ma precisa e senza nessuna zona cruda o troppo cotta.

La marinara si presenta ancora meglio della sorella, stesa a rota di carro questa volta, ben cotta e sottilissima al centro. Un capolavoro di stesura, in cui l’eccellente pomodoro è libero di prendersi la scena. Servizio, come quasi sempre a Londra, rapido e gentile.

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Pizzeria Sacro Cuore

La pizzeria si trova poco a nord del bel quartiere di Notting Hill, non lontano da Portobello. Anche qui menù ricco con pizze sia particolari che tradizionali. Il locale è il più grande tra quelli provati (a dire il vero è l’unico a non essere molto piccolo) ma all’una c’è un solo tavolo occupato. Sperando non sia un brutto segnale, ordiniamo una margherita.

La prima impressione non è un granché: la temperatura bassa del forno causa una pizza croccantina e con la mozzarella molto squagliata. Al gusto il giudizio non viene stravolto: la mozzarella, ingiustamente maltrattata, non ha mordente, il pomodoro è quasi discreto. La disattenzione in stesura (il buco parla da sé) e in cottura sono le principali cause di un prodotto deludente, sotto le aspettative.

Bocciata

Pizzeria Oi Vita

Oi vita, a pochi minuti a piedi da Michele, altro locale piccolino ma molto simpatico. Menù ristretto, con licenze per alcune pizze (molto) speciali (come quella con crema di avocado…).

La pizza, però, anche qui non è entusiasmante, con gli stessi difetti in cottura di Sacro Cuore, come si vede dalla foto. La marinara si salva in corner, grazie a un pomodoro bilanciato e una cottura un minimo migliore. Abbiamo provato, in via del tutto eccezionale, anche un tiramisù: la cosa migliore della serata.

Rimandata