Nei pochi mesi di apertura di Olio a Crudo ci abbiamo mangiato più o meno una trentina di pizze, quasi sempre eccezionali.

La seconda apertura di Gino Sorbillo in città è una delle realtà più apprezzabili quando si cerca una vera napoletana, grazie principalmente a una ricerca più che minuziosa sulle materie prime.

La marinara è pressoché perfetta. Se la vostra idea di pizza marinara è quella di una pizza triste e povera, qui avete occasione di ricredervi. Troverete nel piatto un prodotto capace di causare un’incredibile esplosione di sapori: una marinara “col turbo”. Che cos’ha in più delle altre? Facile, tutto. Il pomodoro, intanto. Sarà tantissimo. E buonissimo. Con un’abbondante manciata di pacchetelle a sottolineare che non si scherza. Poi il peperoncino, aggiunta extra rispetto alla tradizione, che funziona benissimo in accoppiata con l’acidità del pomodoro. Vogliamo trovare il pelo nell’uovo? L’ultima volta c’era molto origano e poco aglio. Ma questi sono dettagli.

La margherita, di solito protagonista in questa pizzeria, per una volta impallidisce di fronte alla sorella povera. Anche perché al solito eccellente pomodoro non fa da adeguato contraltare la mozzarella, non esaltante, e nemmeno un timido parmigiano. Il taglio della mozzarella, a pallini, funziona meglio di un taglio a fettine, considerata la cottura più che velice della pizza, ma causa un veloce cambio di consistenza, diventando in breve gommoso.

Eccellente è invece il calzone, ripieno fino a scoppiare di saporitissima ricotta e salame. A dicembre avevamo anche trovato sopra mozzarella e salame ulteriore, questa volta no. La cottura poteva essere eseguita meglio, poiché lasciava alcune zone umide e altre biscottate.

L’ultima pizza che abbiamo provato è stata una Lucariello e Spunzillo, in cui pomodorini rossi e gialli bilanciano una buona provola e un eccellente formaggio di pecora e capra. In questa pizza la qualità è eccellente; l’unico difetto rilevato, oltre a una cottura non sempre precisa, è la stesura: quando si parla di Sorbillo a Milano si pensa alla pizza che tocca il tavolo, come la fa Gennaro Rapido. Invece di queste 4 pizze (considero anche il calzone, visto che quello di dicembre era un capolavoro: sottilissimo e cotto alla perfezione) solo una era davvero stesa come sarebbe lecito aspettarsi.

Nel complesso il livello rimane molto molto alto, anche se con alcune pecche che non permettono alla pizza di migliorare il proprio (già altissimo) voto in classifica

La scheda di Cornicione.it

  • Voto generale: 8-
  • Qualità complessiva degli ingredienti: 9
  • Impasto: 7,5
  • Mozzarella: 8
  • Olio: 8
  • Pomodoro: 10
  • Basilico: 7
  • Cottura: 7.5
  • Presentazione: 8.5
  • Servizio: 8